Cosa vedere a Ischia

Ischia, soprannominata “isola verde” per via del territorio lussureggiante che la ricopre in gran parte, è un vero e proprio scrigno di tesori paesaggistici ma anche storici. È la più grande delle Isole Flegree e, anche grazie alle sue sorgenti termali, rappresenta una delle località turistiche più amate dal jet-set internazionale: si pensi che in passato vi soggiornarono celebrità come Charlie Chaplin e Liz Taylor.

Dal castello Aragonese al Monte Epomeo

Ad accogliere il visitatore dal mare c’è la mole del Castello Aragonese, simbolo dell’isola e del sottostante borgo di Ischia Ponte: sorge su una rupe rocciosa collegata al resto dell’Isola da un ponte e certamente doveva incutere timore a chi si apprestava ad assaltarlo.
Questo isolotto accolse i Greci ai tempi del tiranno Gerone I, per poi passare ai romani che vi fondarono la colonia Aenaria: ma fu Alfonso d’Aragona a volere la costruzione di un inaccessibile fortilizio. Arrivando in cima in ascensore o percorrendo una galleria, che presenta ancora antiche feritoie, si ha la possibilità di visitare una serie di costruzioni come il Museo delle Torture, il Carcere Borbonico dedicato a personaggi del Risorgimento, la trecentesca Cattedrale dell’Assunta dove si celebrò il matrimonio tra Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos e poi l’inquietante Convento delle Clarisse dedicato a Santa Maria della Consolazione: visitando il cimitero, ci si ritrova davanti a scranni di pietra con un buco dove venivano sistemati i cadaveri delle monache. Pare che le loro anime si aggirino ancora tra i vicoli e le gallerie della cittadella.
Assieme al Castello Aragonese, simbolo di Ischia è la piccola Chiesa del Soccorso a Forio d’Ischia, sita a picco sul mare per poter essere avvistata dai marinai. All’interno, tra maioliche colorate ed elementi architettonici barocchi, gotici e rinascimentali, sono collocati gli ex voto dei naviganti scampati ai rischi della navigazione. La vista dal sagrato della chiesa è meravigliosa, alla stregua dell’altro belvedere naturale dell’isola, sito in cima al Monte Epomeo, alto 789 m. In un’ora di camminata, partendo dal borgo di Serrara Fontana, si raggiunge la vetta, dove sorge l’antica chiesetta rupestre di San Nicola costruita nel 1459 scavando nel tufo nel 1459: nelle giornate più terse si può scorgere persino la costa laziale e in particolare il promontorio del Circeo.

Terme, spiagge e antichità

Della ricchezza termale di Ischia si accorsero per primi i romani i quali, presso la Sorgente di Nitrodi, costruirono persino un ninfeo dedicato ad Apollo e alle Nitrodes, le cui vestigia sono ancora oggi visibili: le acque di questa sorgente si possono bere, apportando in tal modo benefici in particolare alla pelle, all’apparato gastrico e a quello renale.
Non sono altrettanto potabili le acque che sgorgano presso la Baia di Sorgeto ma regalano una delle esperienze da fare assolutamente a Ischia: ricche di bicarbonato e zolfo, scorrono nel sottosuolo a 100° per poi sgorgare in mare, in vasche naturali dove è possibile sostare gratuitamente anche in piena notte, essendoci piscinette dove l’acqua è più fredda ma anche quelle dove invece è decisamente più calda.
Ci sono poi organizzatissimi giardini termali come quelli di Negombo a Lacco Ameno e Poseidon, certamente i più famosi con tanto di piscine che prendono spazio tra la vegetazione su terrazzamenti scenografici, Spa all’avanguardia e palestre.
Visitando Ischia, non si può prescindere dalle sue bellissime spiagge, da Cava dell’Isola a Forio a Baia San Montano a Lacco Ameno fino alla più affascinante di tutte, ossia la Spiaggia dei Maronti, un tratto inibito al pubblico in quanto l’attività vulcanica dell’isola ha reso la sabbia rovente.
Prima di lasciare l’isola, non si può non visitare il Museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno, sito all’interno di Villa Arbusto: la chicca di questo interessante spazio museale ischitano è La Coppa di Nestore. Il manufatto, proveniente con molta probabilità dall’isola di Rodi, riporta sulla superficie versi di un epigramma in quello che è considerato uno dei più antichi esempi di greco antico.